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08.01.2009

BONUS FAMIGLIA, IN ARRIVO NUOVE MODIFICHE

Sono attese nuove modifiche al bonus famiglia e alle altre misure del pacchetto anti-crisi, che saranno affrontate a partire metà gennaio alla Camera, presso le commissioni Finanze e Bilancio: incentivo del 55%, aiuti per inquilini a basso reddito e studi di settore.
«Abbiamo identificato i punti su cui intervenire – ha detto uno dei due relatori di maggioranza, Maurizio Bernardo – e stiamo attendendo le valutazioni dei tecnici del governo».
Importanti novità sono attese per la famiglia, infatti la rimodulazione del bonus familiare è data per certa. La maggioranza punta ad approvare un emendamento proposto da Alessandro Pagano (Pdl) che rimodula le soglie di accesso al bonus. «L'importo complessivo della manovra non cambia – ha dichiarato Pagano all'Ansa – ma spostiamo gli interventi in favore delle famiglie con figli, convinti che bisogna guardare al futuro, invece che sulle famiglie con un solo componente».
La soglia per le famiglie di single dovrebbe quindi scendere da 15.000 a 9.000 euro e per le famiglie con due componenti da 17.000 a 12.000. La soglia salirà invece per chi ha una persona a carico (da 17.000 a 20.000), per chi ne ha due (da 20.000 a 25.000), per chi ne ha tre o oltre (da 20.000 -22.000 euro a 35.000) o per chi ha a carico un parente disabile da 35.000 a 45.000.
Novità sono attese anche per gli incentivi del 55% sugli interventi per il risparmio energetico. Sembra prendere corpo l'ipotesi della spalmatura in 10 anni dello sconto (che ora può essere detratto in tre anni), piuttosto che quella di ridurre l'incentivo al 40-45 per cento.
Novità attese anche per gli studi di settore. La previsione è di invertire l'onere della prova: in futuro dovrebbe essere il fisco, infatti, a dimostrare che il contribuente ha davvero evaso, mentre oggi è il contribuente fuori parametri a dover dare spiegazioni.
È poi in arrivo un aiuto in favore degli inquilini a basso reddito. A questo scopo potrebbero essere utilizzate le risorse – circa 200-250 milioni – ora previste dal provvedimento che mette una soglia per i mutui variabili. Il calo dei tassi di interesse avrebbe reso infatti inutile la norma che fissa un tetto del 4% per gli interessi sui mutui variabili.



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