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30.04.2014

CREDITO IRPEF PER I DIPENDENTI

Con la Circolare n.8/e del 28 aprile 2014, l’Agenzia delle entrate ha fornito chiarimenti circa l’applicazione del credito Irpef finalizzato ad alleggerire il carico fiscale dei lavoratori dipendenti e alcune categorie di redditi assimilati.
Soggetti interessati. Potenziali beneficiari del credito sono i contribuenti il cui reddito complessivo è formato:
• da redditi da lavoro dipendente (con esclusione dei titolari di redditi da pensione);
• da alcuni redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente quali: compensi socie lavoratori delle cooperative; le indennità e i compensi percepiti a carico di terzi dai lavoratori dipendenti per incarichi svolti in relazione a tale qualità (lett. b); somme da chiunque corrisposte a titolo di borsa di studio, premio o sussidio per fini di studio o addestramento professionale (lett. c); redditi derivanti da rapporti di collaborazione coordinata e continuativa (lett. c-bis); remunerazioni dei sacerdoti (lett. d); le prestazioni pensionistiche di cui al d.lgs. n. 124 del 1993 comunque erogate (lett. h-bis); compensi per lavori socialmente utili in conformità a specifiche disposizioni normative (lett. l).
I contribuenti titolari dei redditi sopra evidenziati, devono altresì avere un’imposta lorda, determinata su detti redditi, di ammontare superiore alle detrazioni da lavoro loro spettanti in base al comma 1 dell’art. 13 del TUIR (per la determinazione di dette detrazioni il reddito complessivo va assunto al netto del reddito dell’unità immobiliare adibita ad abitazione principale e delle relative pertinenze).
Il credito pertanto, non spetta agli “incapienti”, cioè a coloro per i quali la detrazione da lavoro dipendente azzera l’imposta.
Per aver diritto al credito è necessario, infine, che il contribuente sia titolare di un reddito complessivo per l’anno d’imposta 2014 non superiore a 26.000 euro (anche il reddito complessivo è assunto al netto del reddito dell’unità immobiliare adibita ad abitazione principale e delle relative pertinenze).
Determinazione del credito. Il credito è pari a 640 euro, se il reddito complessivo non è superiore a 24.000 euro. Se l’ammontare del reddito complessivo è superiore a 24.000 ma non a 26.000 euro, l’importo del bonus è ridotto nella parte corrispondente al rapporto tra l’importo di 26.000 euro, diminuito del reddito complessivo, e l’importo di 2.000 euro.
Il credito và “rapportato al periodo di lavoro nell’anno”, per tale ragione, ove ricorrano i presupposti per fruirne, il credito di euro 640 (o il minore importo spettante per effetto della riduzione prevista per i titolari di reddito complessivo superiore a euro 24.000 ma non a euro 26.000), deve essere rapportato in relazione alla durata (eventualmente inferiore all’anno), del rapporto di lavoro, considerando il numero di giorni lavorati nell’anno.
Erogazione. Il riconoscimento del credito è attribuito in automatico al sostituto d’imposta, che dovrà procedere a riconoscere il credito spettante senza attendere alcuna comunicazione da parte dei soggetti beneficiari. Saranno sempre i sostituti d'imposta, sulla base dei dati a loro disposizione, a determinare la spettanza del credito e l'entità dello stesso. Per la maturazione del credito è opportuna la verifica da parte del sostituto d'imposta dei tre requisiti:
• tipologia di reddito prodotta (la circolare precisa che l’abitazione principale e le relative pertinenze restano fuori dal calcolo del reddito complessivo),
• presenza di un'imposta a debito dopo le detrazioni per lavoro,
• importo del reddito complessivo non superiore a 26 mila euro.
Il credito sarà riconosciuto in busta paga da maggio (primo periodo di paga utile dopo l’entrata in vigore del dl 66/2014), ma è ammessa la possibilità di uno slittamento, per ragioni esclusivamente tecniche, alle retribuzioni erogate nel mese successivo, ossia a giugno 2014.
Il sostituto dovrà poi verificare mensilmente il diritto al bonus e nel caso di recupero delle somme indebitamente erogate, lo stesso potrà agire sulle ritenute fiscali disponibili nel mese, comprese le addizionali Irpef, l’imposta sostitutiva sui premi di produttività e il contributo di solidarietà. Se le ritenute fossero insufficienti al recupero delle somme, il datore di lavoro potrà agire sui contributi previdenziali, non versandone la parte corrispondente. Il coinvolgimento dei contributi previdenziali determinerà, con tutta probabilità, un aggiornamento della procedura UNIEMENS in grado di evidenziare il recupero sui contributi previdenziali in caso di incapienza.
Spetta sempre al sostituto d’imposta indicare nel Cud e nel modello 770 il credito riconosciuto e le compensazioni eseguite, con modalità che al momento sono ancora da definire.
Assenza di sostituto. I titolari di redditi di lavoro dipendente che, nel 2014, ricevono gli emolumenti da datori non sostituti d’imposta (come i lavoratori domestici) e quelli che chiudono il rapporto di lavoro prima del mese di maggio, potranno recuperare il credito nella dichiarazione dei redditi relativa all’anno d’imposta 2014 (in compensazione o rimborso).
Assenza dei requisiti. I contribuenti che non hanno i requisiti per ricevere il bonus (ad esempio perché hanno un reddito complessivo superiore a 26.000 euro a causa della compresenza di altri redditi), devono comunicarlo al sostituto d’imposta, che recupererà le somme eventualmente corrisposte nelle successive buste paga e, comunque, in occasione del conguaglio di fine anno o di fine rapporto. Se comunque si percepisce un credito in tutto o in parte non spettante, lo stesso andrà restituito in sede di dichiarazione dei redditi.
Infine, la circolare ribadisce che il credito “non concorre alla formazione del reddito” e, quindi, non è imponibile ai fini delle imposte sui redditi, né rileva ai fini dell’Irap per chi lo eroga.



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