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08.08.2010

36 - 55%: ISTRUZIONI PER I BONIFICI CON RITENUTA

Il DL 78/2010 ha introdotto, a partire dal 1 luglio 2010, una ritenuta del 10% sui bonifici disposti da contribuenti, che ordinano lavori di ristrutturazione edilizia o interventi di riqualificazione energetica per poi usufruire delle relative detrazioni Irpef del 36% o 55%, in favore delle imprese esecutrici. Le istruzioni per l’applicazione della ritenuta è stata fornita dall’Agenziale delle entrate con la Circolare n.40/E del 28/7/2010.

Le banche o le Poste italiane, nel momento dell'accreditamento dei pagamenti (bonifici):

· operano le ritenute d’acconto, con obbligo di rivalsa, all’atto dell’accreditamento dei pagamenti;

· versano la ritenuta d’acconto, con le modalità ex art. 17, D.Lgs. n. 241/97, entro il giorno 16 del mese successivo, riportando nel mod. F24 l’apposito codice tributo “1039” istituito dall’Agenzia delle Entrate con la Risoluzione n. 65/E del 30/6/2010;

· rilasciano al beneficiario del pagamento (ditte), entro il 28/2 dell’anno successivo, la certificazione delle somme erogate e delle ritenute effettuate;

· nel modello 770 riportano i dati riguardanti i pagamenti effettuati.

Base su cui operare la ritenuta.
La circolare evidenzia che le aliquote Iva possono essere diverse a seconda del tipo di intervento, ad esempio, l’Iva dovuta è del 10% per i lavori di ristrutturazione edilizia sulle abitazioni e del 20% per gli interventi di riqualificazione energetica su edifici diversi da quelli abitativi. Poiché chi deve effettuare la ritenuta (banca o Posta) non conosce l’ammontare dell’Iva compreso nell’importo del bonifico, né l’aliquota applicata, per esigenze di economicità e semplificazione, nonché al fine di evitare errori, la base di calcolo su cui deve essere determinata la ritenuta d’acconto del 10% è costituita dal totale del bonifico decurtato dell’Iva del 20%.
Così, ad esempio: se il bonifico fosse di 10.000 euro la ritenuta sarebbe di 833,33 (10.000:1,20 = 8.333,33 x 10% = 833,33)

Come evitare la “doppia” ritenuta.
Nel caso di somme già soggette a ritenuta alla fonte (come accade ad esempio per i condomini, che operano la ritenuta d’acconto del 4% sui corrispettivi per le prestazioni relative all’appalto di opere o servizi) per evitare che l’impresa che effettua gli interventi di ristrutturazione edilizia o di risparmio energetico subisca più volte il prelievo alla fonte sullo stesso corrispettivo, si applicherà soltanto la ritenuta del 10% prevista dalla manovra correttiva.

In caso di violazione.
La circolare precisa che, in sede di prima applicazione della disposizione del DL n.78, non saranno erogate sanzioni in relazione a violazioni della norma, data l’immediatezza della sua entrata in vigore (1 luglio 2010), la complessità degli adempimenti e le obiettive condizioni di incertezza sulla determinazione della base imponibile, rispettando quanto previsto dallo Statuto del contribuente.



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